Una targa più unica che rara.

Esiste una lapide, difficile da notare, poco dopo l’incrocio per Pollone nel comune di Occhieppo Inferiore.
Ma questa lapide ha il carattere della quasi assoluta originalità, in quanto eccezionalmente include due vittime di un vile attentato partigiano.
Ecco in breve la storia.
Alle ore 17 di un pomeriggio assolato del 26 maggio 1944, lo scalpellino Giuseppe Ramella Pollone, che aveva il proprio laboratorio a lato della strada, vede passare il Maresciallo della caserma della Guardia Nazionale Repubblicana del Piazzo, Luigi Mario Viterbo.
Il Ramella ha il figlio Luciano che è stato recentemente fermato dai fascisti per inadempienza agli obblighi di leva e coglie l’occasione per chiedere notizie al maresciallo sulla detenzione del figlio.
Mentre i due conversano a lato della strada, sopraggiunge un furgoncino carico di ribelli che alla vista dei due esplodono senza preavviso svariate raffiche di mitra, uccidendoli all’istante.
Luciano, alla morte del padre, viene immediatamente liberato e partecipa alle esequie con l’intera popolazione del paese.
Il Maresciallo invece viene trasportato nella camera ardente del reparto e proseguirà per Alessandria, suo paese natale.
La targa ha evidente remora ad affrontare il colpevole svolgersi dei fatti ma in essa almeno sono riportate correttamente le vittime, compreso il povero Maresciallo fascista.
Un caso questo più unico che raro.

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