ROBERTO VIVARELLI RSI E LA QUESTIONE EBRAICA

ROBERTO VIVARELLI, professore emerito di storia contemporanea della Scuola Normale Superiore di Pisa fu autore di fondamentali e dettagliate opere sulla nascita del fascismo.
Amico e allievo del socialista Gaetano Salvemini, fu in gioventù volontario combattente nelle Brigate Nere della Repubblica Sociale Italiana e operò anche nel nostro biellese.
Questo un brano tratto dal suo libro confessione scritto a settant’anni di età tra lo stupore di quanti erano all’oscuro dei suoi trascorsi giovanili :
“Ugualmente non c’era affatto in me e per quanto io posso dire non c’era in noi, alcun risentimento contro gli ebrei.
Tra la generalità dei militanti della RSI che io ho conosciuto, una questione ebraica semplicemente non esisteva.
Con ciò non intendo negare il fatto che alcuni reparti abbiano occasionalmente collaborato con i tedeschi per rastrellare ebrei, né che sia esistita una legislazione antiebraica (ma quanti ne tenevano conto?), né che singoli individui si siano resi responsabili di particolari episodi di persecuzione.
La Repubblica di Salò è stato un coacervo difficile da capire per chi non l’abbia vissuta.
Ciò che io nego è che nell’insieme dei giovani militanti di Salò avesse rilievo un sentimento antisemita, e ancor più nego con forza che vi fosse fra noi conoscenza alcuna delle atrocità alle quali gli ebrei catturati erano avviati.
Come avrò occasione di dire a suo tempo, io ho avuto per la prima volta conoscenza dei campi di concentramento e di sterminio nazisti nell’estate del 1945, e sono certo che il mio caso non è un’eccezione”.