Il fascista nella roggia.

L’altro giorno mi sono recato a Cossila per una testimonianza.
La signora parlava di un fascista, ma dai miei documenti risultano in quel luogo solo omicidi di civili, evidentemente reputati tali non per la divisa ma per semplice voce di popolo.
Difficile quindi identificare con sicurezza la vittima tra le molte assassinate in quell’incrocio.
Ma il racconto è comunque agghiacciante, e penso vada riportato.
Il tram che sale da Biella effettua una fermata di fronte al locale.
Uomini armati provenienti da Pralungo salgono sul mezzo e prelevano un uomo ferendolo.
Il malcapitato cerca rifugio all’interno della roggia che scorre accanto alla strada, in parte coperta da lastroni di pietra.
Si cerca allora il fuggitivo, ma un rivolo di sangue nella corrente identifica con sicurezza il luogo dove si è nascosto.
Il poveretto viene quindi costretto ad uscire e finito con alcuni colpi di arma da fuoco.
Naturalmente in seguito arriveranno i militi repubblicani, interrogheranno i presenti minacciandoli di fucilazione, e questo rimarrà impresso indelebilmente nei ricordi di quella bambina, e daranno fuoco al locale ed all’abitazione sovrastante.

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