La scrofa

Avevo già scritto tempo fa questa storia, ma oggi, vedendo in una baita montana l’angusto spazio in cui veniva allevato un maiale, ho deciso di riproporla.

Un tempo, più volte all’anno, mi recavo come espositore alla prestigiosa Fiera di Parma, la più importante fiera d’antiquariato a livello nazionale.
Alloggiavo in un’antica “Gancia”, un’enorme fattoria cui era stata ristrutturata un’ala destinata ad agriturismo.
La fiera durava quasi 15 giorni e le libagioni fuori controllo mettevano a dura prova la mia forma fisica, per cui ogni mattina uscivo all’alba e mi dedicavo alla corsa per circa due ore sugli argini del Po.
Il fiume correva placido, inseguito dalle nebbie mattutine, e flora e fauna si svegliavano con esso.
Al mio ritorno un asino segnalava il mio arrivo ed una scrofa, attorniata dai suoi piccoli, i primi giorni timidamente e poi sempre più con confidenza, veniva a farsi accarezzare.
Dopo una settimana mi avvertiva da lontano, con una goffa corsetta si precipitava alle sbarre del suo serraglio, abbassava docilmente la testa e si faceva lungamente accarezzare.
Non mancavo mai a quell’appuntamento e guardavo incredulo come un animale tanto imponente potesse esprimere un affetto tanto tenero, quasi umano……..
Poi la fiera finiva, ed al ritorno, alla fiera successiva, la scrofa non c’era più……..
E’ da quel tempo che ho cominciato a vedere con sofferenza il consumo della carne, ed è stato un passaggio lento ma inesorabile arrivare ad eliminarla.
Gli animali sono troppo simili a noi……….

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