Il nonno e la nipote

Era stata una cosa progressiva.

Prima un nominativo emerso per caso fra le schede matricolari dei soldati della grande guerra.

Poi l’annotazione che lo voleva morto nelle giornate della liberazione.

Un processo celebrato senza sapere che l’imputato era già stato trucidato.

E alla fine dall’elenco telefonico una serie di telefonate, fino trovare per caso lei, la nipote, che poco o nulla sapeva del nonno.

Una serie di incontri, la lettura dei documenti, fino a riconoscerlo in molte fotografie dell’epoca, indossare una divisa forse inadeguata all’ormai non più giovane età.

La nipote all’inizio era molto prevenuta.

Mi diceva : “Chissà cos’avrà fatto per meritare quella fine”.

Poi i documenti raccontano la storia, intimamente, narrano un dramma fatale, una conclusione immotivata, dalla crudeltà inenarrabile.

Ieri la nipote, ringraziandomi per le ulteriori informazioni, si è congedata dicendomi :

“Non so……..mi pare quasi che il nonno abbia voluto tramite lei raccontarmi la sua storia, darmi delle spiegazioni a 70 anni di distanza”.

Ho sorvolato sulla frase.

Ho risposto che lo facevo per tutti, per ristabilire una realtà storica per troppo tempo negata.

Poi a sera……..ho riflettuto su quelle parole.

Ho riguardato a lungo questa fotografia.

Il protagonista è al centro………guarda fisso verso di noi.

L’imminente dramma si legge già nei suoi occhi.

Sembra in effetti volerci dire qualcosa.

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