LA ROTONDA DI SABBIA

Questa foto, che è stata appena pubblicata su Facebook, ha risvegliato il ricordo di un episodio che aveva suscitato in me bambino uno dei primi momenti di riflessione e di rimorso.
Il luogo era la rotonda di sabbia posta alle spalle della gelateria Bertinetti, ai giardini Zumaglini.
Noi bambini la trasformavamo in un luogo di incontro per infinite partite con quelle biglie colorate di vetro di vario formato che erano in voga ai tempi nostri.
Conservo ancora in magazzino una cesta di quei gioielli multicolori di vetro dai riflessi iridescenti e cangianti, che con un rapido scatto di dita correvano veloci su piste concave di sabbia superando quelle dei concorrenti.
Un giorno venne un bambino sconosciuto e chiese di giocare con noi.
Le squadre erano già complete, il bambino estraneo e la richiesta fu rifiutata.
Sulla panchina prospicente sedeva un nonno attempato, di quelli in vestito grigio e cravatta, come quello della foto.
Si tolse la giacca, si rimboccò le maniche, ed iniziò a costruire una pista mirabile, con ampie curve paraboliche e sottopassi, colline e successive discese ed un percorso articolato che prendeva quasi tutta la rotonda.
Terminato il lavoro si rivolse al bambino e gli disse . “Ora gioca!”
Il bambino cominciò a giocare in solitudine con la sua minuscola biglia di vetro …………. e noi, alla chetichella, a chiedergli di giocare con lui.
Rivolsi uno sguardo di ammirazione a quel nonno seduto in disparte.
Mi aveva insegnato qualcosa che non avrei mai più dimenticato.

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