La morte del tenente dei Carabinieri Ravaglioli Ruggero.

Alle volte anche fascicoli che strettamente non riguardano la mia ricerca sulla Repubblica Sociale Italiana nel biellese, suscitano la mia curiosità ed il mio interesse.
E’ il caso del faldone ritrovato nell’Archivio di Stato di Vercelli riguardante la morte del Tenente dei Carabinieri Ravaglioli Ruggero di soli 23 anni.
Ma più che la fucilazione immotivata del giovane ufficiale, a caratterizzare la vicenda sono le numerose memorie presentate alla Procura dal padre Rutilio, alla disperata ricerca prima del figlio e poi dei responsabili e delle motivazioni che hanno portato alla sua morte.
In un arco di tempo che va dal luglio 1945 al maggio 1951, il padre non smette di cercare la verità, indaga direttamente, intervista testimoni e protagonisti, scrive alle autorità preposte all’indagine, non riuscendo fondamentalmente a comprendere come l’uccisione del figlio, che si era arreso senza combattere e che si trovava recluso nel carcere di Varallo, potesse essere considerata un motivato atto di guerra.
Inoltre, intervistando i religiosi del posto, i colleghi del figlio, i capi partigiani implicati, cerca almeno di conoscere il luogo di sepoltura del ragazzo………luogo che gli verrà invece sempre negato.
Rutilio è cantoniere presso il Comune di Cesena, è nato a Modigliana nel 1887, ha combattuto la Grande Guerra nel 2° Reggimento Granatieri restando ferito.
Un uomo semplice dunque, che arriva a palesare la sua distanza dal fascismo ricordando la sua tardiva iscrizione al partito motivata solo da opportunità lavorative, ma che afferma caparbiamente la sua incredulità nei confronti di quanti vogliono insabbiare ed archiviare la questione.
Voglio pubblicare in puntate successive gli esposti di quest’uomo ed i documenti d’indagine, che spiegano come meglio non si potrebbe, lo stato d’animo di quelle vittime e dei loro famigliari nel triste dopoguerra italiano.
Il caso venne infine archiviato come atto di guerra.
Ruggero riposa ancora in una tomba ignota nei pressi dell’Alpe Sacchi in Valsesia.
L’inconsolabile padre gli sarà finalmente accanto nell’amenità delle nostre montagne.

Precedente La battaglia di Rassa Successivo IL PARTIGIANO ITALO GARIAZZO