LA LUCERTOLA DEL CIMITERO

La lucertola al mio passaggio si infila nella fessura ai piedi della tomba.

Una tomba di costruzione moderna, la cui famiglia non era compresa nei nomi che stavo cercando.

Senza di lei non avrei certo notato quelle piccole immagini poste alla base del monumento, le immagini di mamma Caterina e delle figlie Mariuccia, Angiolina e Carmen.

Era la sera del 22 marzo 1944 quando una squadra di feroci partigiani, capitanati dal pluriomicida comandante Vincenzo Biscotti, penetrarono nell’abitazione delle Pialorsi a Lorazzo Inferiore di Andorno, sorprendendo i tre militi fascisti che avevano portato loro le proprie divise da lavare e da rammendare.

I partigiani non vollero sentire ragioni e condussero sotto la minaccia delle armi, nel cuore della notte, i fascisti e le quattro donne verso il cimitero di Tollegno.

Con loro c’erano anche due bambini, Mirella di 7 anni e il fratellino Italo di 4.
“…….ci hanno fatto uscire di casa…….di notte, al buio………io non pensavo che ci avrebbero fatto del male ………poi uno dei fascisti è riuscito a scappare, lo hanno ferito ma è scappato nel prato………allora ho capito……….ho capito che ci avrebbero uccise.Ci hanno allineate lungo il muro del cimitero ed hanno sparato………alla mamma e alle mie tre sorelle.
Ma la mamma non è morta subito……..e mi ha sussurrato nel buio : Mirella prendi Italo, e vai a casa.
E così ho fatto.
Italo era coperto di sangue,……… ma una volta a casa l’ho lavato ed ho scoperto che non era ferito.
Ed abbiamo aspettato la che arrivasse qualcuno…….”

Conoscevo già i volti di queste donne, ma attraverso sfuocate foto del dopo guerra.

Ora nei loro visi leggo quei tratti di umiltà ed innocenza che mi ero già prefigurato.

Erano questi i pericolosi nemici dei partigiani?

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