Il medico della “Colonna Morsero”.

I trascurati fascicoli processuali dell’Archivio di Stato, contengono spesso notizie fondamentali per comprendere gli avvenimenti storici.
Bisogna leggerli tutti, come io sto facendo ormai da anni dedicando tempo e denaro a questa indispensabile attività di ricerca.
I protagonisti, nel corso dei vari processi, hanno voluto affermare le loro scottanti verità, lasciarci testimonianza del reale svolgersi dei fatti, che poi sono stati spesso stravolti, omessi, piegati ad una versione ufficiale, accomodata e conveniente.
E’ il caso di un noto medico vercellese, che seguì nei giorni della resa la celebre COLONNA MORSERO, composta dagli ex fascisti della provincia e dai loro famigliari in ritirata verso Como.
Ecco alcuni brani tratti dalle numerose memorie reperite nel fascicolo :
“Noi avevamo avuto l’onore delle armi tanto che mi era stata lasciata la pistola.
L’onore delle armi era stato sancito nell’atto di resa.
Io marciavo alla testa della colonna con gli esploratori avanti distaccati di circa un km (Tenente Cecora), e marciavamo in mezzo alle sparatorie continue………
Dopo la resa avvenuta a Castellazzo io fui incaricato della cura di numerosi feriti, anche partigiani, delle donne e dei bambini dei feriti stessi e di alcuni vecchi mutilati della grande guerra.
Il giorno 2 maggio fummo trasferiti a Varallo Sesia nelle scuole comunali nuove.
Il giorno 7 nel pomeriggio, mentre ero intento a soccorrere una donna che era stata tosata ed era svenuta, fui colpito alla testa dal calcio di un moschetto che momentaneamente aveva deposto un carabiniere che era intervenuto in nostro soccorso…..”

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