Cicuta Rosina, la sciatrice assassinata.

Spesso è difficile trasmettere ai lettori il trasporto che si ha nel narrare certe particolari storie, certe vicende che pur se lontane hanno la capacità di coinvolgerci, di avvicinarci agli sfortunati protagonisti di allora.

“……il cadavere presenta una ferita d’arma da fuoco a due centimetri dall’orecchio, giace a terra sul fianco sinistro, tiene nella mano sinistra un fazzoletto ed un paio di occhiali da sole, una grossa chiazza di sangue coagulato a terra dove appoggia la testa….”

Il rapporto del Maresciallo Viterbo, comandante la stazione dei carabinieri di Biella Piazzo, è dettagliato.

La vittima è Cicuta Rosina, classe 1923, sposata ed abitante a Pralungo.

Rosina è una donna emancipata ed amante dello sport.

Solleticando i pettegolezzi dei paesani, va spesso a sciare, sulle montagne di Oropa, sola o in compagnia di altri sportivi.

Quel pomeriggio dell’11 marzo 1944, si incammina sci in spalla verso i pendii del sovrastante Monte Cucco.

Incontra un giovane in borghese, vestito di grigio, dall’apparente età di 25 anni, che poi si saprà essere il famigerato comandante partigiano Biscotti.

Passano dalla cascina Anforno dove depositano gli sci, promettendo di ritornare a prenderli più tardi.

“……giunti in località (cappella) Solere, costui con mossa fulminea, estratta di tasca una pistola, le sparava a bruciapelo un colpo lasciandola cadavere ……”

E in calce al documento il Maresciallo ci fornisce la triste motivazione del feroce omicidio :

“La Cicuta Rosina, era amica della defunta Raviglione Bianca, uccisa nella sua abitazione l’11 febbraio scorso, e da informazioni assunte è risultato che le medesime sono state viste più volte in compagnia di militari tedeschi.
Essa non aveva in Pralungo nemici di sorta, e quindi è da ritenere che l’omicida faccia parte di elementi partigiani”.

Ultimo documento allegato agli atti, una dichiarazione del Giudice Istruttore del 1953, in cui si legge testualmente :

“……non si deve procedere, in quanto trattasi di azione di guerra compiuta dai partigiani”.

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