Nel giorno in cui le ceneri di Guido Machetto tornano al Mucrone, ho preso tra le mani il suo libro Tike Saab con la dedica a mio padre.
Ricordo la sera che venne a casa nostra per parlarci della sua prossima spedizione.
Era un uomo affascinante che trasudava entusiasmo e competenza.
Lo voglio ricordare con la prosa che apre i racconti del suo libro.
Chiedo agli amici di leggerla con lentezza…….con attenzione ed il necessario trasporto.
In essa c’√® tutto l’alpinismo, le sensazioni, la fatalit√†, il dramma………e quella fine presagita che l’avrebbe presto accomunato a quell’identico destino.
“ERA UNA GIORNATA PERFETTA NEL GRUPPO DEL MONTE BIANCO.
SUL CANALONE, MENTRE LE GAMBE ARRAMPICAVANO DA SOLE, LA MENTE AVEVA SCARTATO L’IMPEGNO DELLA LOTTA E VAGAVA NEL FUTURO DEL GIORNO APPRESSO.
I RAMPONI SI PIANTAVANO NELLA NEVE UNO SOPRA L’ALTRO IN UN MOVIMENTO UGUALE, SENZA SFORZO.
QUALCHE PASSO PIU’ SU SI SAREBBE FERMATO E AVREBBE FATTO SALIRE IL COMPAGNO, COME SEMPRE.
SENTI’ UNO STRAPPO ALLA CINTOLA E FU STACCATO DAL PENDIO.
RIUSCI’ A RENDERSI CONTO PER UN ATTIMO CHE STAVA PRECIPITANDO.
AL PRIMO COLPO, SUL FIANCO, SI SPEZZO’ LE COSTOLE ED UNA SPALLA, COSI’ CAPI’, E URLO’ IN QUELLA GIORNATA PERFETTA, URLO’ CON TUTTO IL CORPO E LA MENTE.
NELLA VALLE’ BLANCHE UN GITANTE ALZO’ LA TESTA.
GLI ERA SEMBRATO………FORSE ERA IL VENTO.
IN QUEL MOMENTO GIANNI MORI’.
E ROMANO E PAOLO E CARLO E GIORGIO…..”

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